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Bambini e Adolescenti

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I bambini non sono insensibili al contesto in cui vivono: essi sono molto ricettivi ed assimilano tensioni e difficoltà familiari, scolastiche e più in generale ambientali, senza avere ancora sviluppato né gli strumenti per poterle gestire autonomamente né una matura capacità di espressione diretta del disagio.

I bambini sono inoltre impegnati ad affrontare, nelle varie fasi di crescita, compiti evolutivi e processi di sviluppo molto complessi. A volte possono incontrare delle difficoltà, ed i genitori possono trovarsi alle prese con segnali di sofferenza cui è difficile dare un senso o che creano disorientamento, colpa, paura.

I bambini possono manifestare attraverso vari sintomi o comportamenti sintomatici (fobie, ansie di separazione, iperattività, aggressività, e così via) la propria sofferenza, utilizzando un canale espressivo alternativo a quello verbale, non ancora sufficientemente sviluppato da consentire loro di esprimere a parole il disagio. Lo psicologo può intervenire per rendere intellegibile questo malessere e per favorire l’espressione e l’integrazione delle emozioni e dei vissuti, sostenendo un progressivo spostamento da un canale comunicativo sintomatico verso forme espressive verbali e simboliche più mature e più elaborabili. Anche nelle famiglie in cui i genitori si occupano con affetto e dedizione dei propri figli, si possono riscontrare ugualmente difficoltà di crescita e blocchi evolutivi, a volte anche solo temporanei e fisiologici.

Lo psicologo infantile è una tra le figure professionali indicate per la presa in carico delle difficoltà nello sviluppo psicologico dei bambini: egli può intervenire con metodologie cliniche adatte al livello di sviluppo e all’età del bambino (gioco, disegno, ecc.) per recuperare la parte sana del bambino e restituirlo ad una crescita sana e serena.

Un intervento il più possibile precoce dà ampie possibilità di recupero al bambino in quanto per sua natura ricettivo e dotato di plasticità psichica.

 

L’adolescenza è un’età molto critica in cui il bambino di prima deve trasformarsi complessivamente in un adulto che ancora non si conosce. La trasformazione è una metamorfosi durante la quale va in crisi tutto il nucleo familiare, oltre all’adolescente stesso. Il ragazzo molto spesso non riesce a comprendere cosa gli sta succedendo, o rifiuta i cambiamenti, oppure si trova avviluppato in un blocco evolutivo e non riesce a realizzare i passaggi dei compiti richiesti dall’età.

In questo momento molto spesso l’adolescente, oltre ai suoi pari con cui esprimersi e confidarsi, ha bisogno di essere ascoltato da un adulto competente, di esprimere il proprio disagio per capire cosa gli stia succedendo, e ha bisogno che le sue difficoltà siano accolte affettivamente ed elaborate per una soluzione positiva della crisi.

Lo psicologo può rappresentare una delle figure che possono intervenire nel complesso disagio dell’adolescente e che possono occuparsi di una equilibrata evoluzione psicologica per il raggiungimento di un’autonomia e identità. È molto importante pertanto, da parte della famiglia, segnalare precocemente le difficoltà del proprio figlio e anche le difficoltà genitoriali e famigliari, tenendo conto che l’adolescenza rappresenta l’ultimo momento della vita “infantile” prima di entrare con una struttura psicologica definitiva nell’età adulta.

L’adolescenza sta diventando un problema? rivolgiti al CPP – Centro di Psicologia e Psicoterapia di Torino