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Difficoltà di coppia


DIFFICOLTA’ DI COPPIA

La coppia disfunzionale

Nelle coppie disfunzionali la relazione è un processo involutivo (non evolutivo, come si diceva sopra) e conflittuale sostenuto da ruoli rigidamente definiti. Il disagio, perciò, va visto in una triplice dimensione:

    • disagio di lui
    • disagio di lei
    • disagio nella relazione

Quindi la coppia è considerata luogo di intersezione tra disagio individuale e disagio relazionale

Il primo contratto: il programma ufficiale

Tutte le coppie nelle primissime fasi costitutive sottoscrivono un contratto la cui caratteristica principale è quella di somigliare ad un iceberg: la parte emersa, che ha funzione di contenimento e forza unificante, è costituita da norme esplicite ed accordi consapevoli, come l’impulso biologico e le norme sociali; la parte sommersa è costituita da vincoli non consapevoli di natura affettivo-emotiva che traggono forza anche dalle reciproche storie familiari.

In questa fase la sessualità gioca un ruolo importante all’interno della relazione permettendo alla coppia di accedere ad un alto grado di intimità che riattiva aree emotive primitive. Questo primo contratto è anche definito “fraudolento”: ognuno dei membri della coppia coglie l’immagine dei bisogni profondi dell’altro e agisce come se proprio lui dovesse essere quello che li soddisferà. Il risvolto della medaglia sta nel fatto che la scoperta di una persona siffatta mobilita forti spinte al possesso. Se l’altro è davvero l’unica persona che possa soddisfare quei profondi bisogni, gli attribuiremo un grande potere che sarà usato su di noi. Si sente che l’altro può darci “l’estasi” o “la dannazione” riempiendo o svuotando il significato della nostra vita (illusione).

Secondo contratto (elusione, delusione, disillusione)

Nel corso del ciclo vitale della coppia, gli elementi fondanti il primo contratto si rivelano superati e i relativi vincoli insopportabili al punto da rendersi necessario una presa di coscienza ed una rinegoziazione del contratto in assenza della quale la delusione che ne risulta assumerà sviluppi differenti.

Nella possibilità o impossibilità di rinnovare su basi nuove il primo contratto, possiamo individuare la differenza tra la coppia che ha risorse per superare la crisi e la coppia che non ne ha.

Il codice o meta regola che governa il primo contratto prevede la possibilità di modificare quel primo accordo solo nelle coppie non disfunzionali, nelle altre coppie questo non è previsto. In questo secondo caso le coppie sembrano non riuscire o non potere affrontare la crisi e tutto sembra cristallizzarsi ed irrigidirsi intorno alle premesse: queste coppie possono cercare di mutare il primo contratto ma questo tentativo, nel migliore dei casi, si tradurrà in una serie di rivendicazioni rispetto ai patti non mantenuti e vi sarà pochissima consapevolezza rispetto alla parte sommersa (circuito della delusione). Il conflitto diventa manifesto ed osservabile ma si trasforma in un elemento stabile della vita di coppia nel tentativo di ripristinare gli elementi illusori del primo contratto. Questo tipo di situazione può protrarsi per molto tempo, anche per anni senza riuscire mai a trovare una via d’uscita anche in caso di separazione. Queste coppie sono tenute assieme da quello che può essere definito “legame disperante”: non posso stare con te ma nemmeno senza di te.

Oppure in altri casi vi è l’elusione della crisi con una conseguente fuga nell’idillio e nel conseguente stallo di coppia: la crisi, per la precisione, non appare nemmeno agli occhi degli altri, manca la possibilità di esprimere il disagio. In un clima di apparente normalità sarà possibile, però, osservare la presenza di incongruità nella comunicazione e il ricorso alla disconferma reciproca. La coppia si cristallizza su un accordo che è solo fittizio e che può essere definito come pseudo accordo.

La possibilità di superare o meno la crisi è da ricercare nella qualità degli apprendimenti e dei vissuti infantili dei partner, nonché nelle caratteristiche del processo di individuazione avute in seno alla famiglia di origine. Solo laddove il processo di individuazione si è sviluppato in maniera soddisfacente e dove è possibile che si consolidi un sano progetto di separazione dalla propria famiglia di origine, vi sono i presupposti per superare all’interno di relazioni significative soddisfacenti, passaggi problematici del proprio ciclo vitale. Inoltre l’accettazione reciproca del ruolo contemporaneo di “oggetto” e “soggetto” della relazione assicura solidità.

E’ solo l’accesso alla fase della disillusione che permette di integrare quelle aspettative così alte della fase dell’innamoramento con quelle deludenti che sopraggiungono nel momento della crisi avendo accesso alla possibilità di rinegoziare il contratto (o patto) che era stato sottoscritto all’inizio. In questo caso emerge la possibilità di confrontarsi con la delusione per poterla poi superare e sostituire con aspettative reciproche più adulte e soprattutto basate sul riconoscimento delle possibilità e delle caratteristiche individuali dell’altro.

Per approfondire problemi di coppia con uno psicoterapeuta contatta il CPP – Centro di Psicologia e Psicoterapia di Torino