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Ansia e Attacchi di panico

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L’ansia è un sentimento drammatico e intrusivo, in certi casi cronico ed invalidante, in grado di compromettere la qualità di vita di una persona e di riflettersi sul piano fisico con le più disparate manifestazioni (tachicardia, oppressione al petto, affanno, diarrea, ecc.).

Chi soffre di Ansia riferisce esperienze anche molto diverse, per esempio:
“Ho la mente inondata di pensieri brutti e spaventosi; mi sento un fascio di nervi, sento un peso al ventre, al petto, ho il respiro corto; non riesco a stare tranquillo né fermo, sento che sto per crollare”.
“Mi sento come se non fossi io, come se fossi vuoto, come un fantasma. Mi sento lontano dalle cose che ci sono intorno a me, in un’altra dimensione, letteralmente a pezzi”.
“Temo continuamente di crollare, perdere il controllo, che qualcosa possa prendere il sopravvento su di me. E’ come se dietro l’angolo mi aspettasse sempre una tragedia. Passo il tempo a dirmi: e se succedesse questo? E se succedesse quello? E non vivo più!”.

Esperienza affettiva dell’Ansia

Ci sono vari tipi di ansia o angosce:

1.Quelle in cui ci si sente colpevoli e ci si tormenta perché non si conduce una vita in linea con uno standard interno o con aspettative di valore o morali (ansia superegoica o morale)

2.  L’ansia incentrata sul timore di essere puniti o subire ritorsioni da parte di figure che sentiamo vendicative e potenti, di ricevere un danno al corpo.

3. La paura di perdere l’amore: il timore di non essere amati, di non avere l’approvazione, la stima dell’altro.

4. L’ ansia di separazione, cioè la paura primitiva di perdere non tanto l’amore ma di perdere l’altra persona e di trovarsi improvvisamente soli, vuoti, senza speranza di andare avanti. La perdita dell’altro coincide con una sorta di crollo di sé.

5. L’angoscia persecutoria cioè la paura che gli altri possano invaderci e annichilirci

6. L’angoscia di frammentazione, che consiste nella paura della disintegrazione del Sé di essere divorati o inghiottiti, di morire

Esperienza Cognitiva dell’Ansia

Ci si può accorgere di essere distratti, confusi, con difficoltà di pensiero.

Esperienza somatica dell’Ansia

Negli stati di ansia, possono svilupparsi tensione, mani sudate, batticuore, cerchio alla testa, difficoltà respiratorie, la sensazione di essere staccati dal corpo, vari gradi di attivazione del fisico e del sistema nervoso autonomo.

Ansia e reazione al pericolo

L’ansia e il panico coinvolgono il fisico e il mentale e hanno a che fare con una reazione al pericolo. Tutti gli uomini sono dotati infatti, di un sistema che garantisce la sopravvivenza di fronte ai pericoli. Il pericolo (per esempio una belva che ci attacca) innesca la paura, e la paura ci permette di scappare e salvarci la pelle.
L’ansia innesca proprio questo sistema della paura anche quando non vi è nulla di ostile nel presente da affrontare, ma solo una previsione soggettiva e non consapevole di pericolo. Volendo potremo dire che il sistema nervoso a volte prende “lucciole per lanterne”, e reagisce nello stesso modo di fronte a un pericolo che c’è e di fronte e a uno che potrebbe esserci.
In questi casi l’ansia non è legata a un evento noto, circoscritto e definito; la reazione ansiosa è frutto di dinamiche affettive interne e personali di cui il soggetto non è a conoscenza. In altre parole l’ansia è la reazione a un pericolo supposto, solo che questo pericolo è nella mente e non è direttamente conoscibile: lo scopo della psicoterapia è fare emergere tutto ciò.

Disturbi d’ansia

L’ansia spesso è presente in gran parte dei disturbi mentali, come fosse una sorta di denominatore comune trasversale a molti stati di sofferenza. Nella classificazione tradizionale, però, alcuni disturbi, dove la componente ansiosa è preponderante, sono stati chiamati disturbi d’ansia, tra cui il Disturbo da attacchi di panico, le Fobie, il Disturbo d’Ansia Generalizzato.

Terapia dell’Ansia

La letteratura indica l’efficacia della Psicoterapia coadiuvata in certi casi, e a breve termine, dalla farmacoterapia. Questo significa che i farmaci possono aiutare ma non costituiscono un intervento risolutivo. Gli ansiolitici possono ridurre l’ansia ma si rivelano ben presto come una soluzione senza via d’uscita per il semplice fatto che generalmente essi sono efficaci finché viene continuata l’assunzione. Si stima che la frequenza di ricadute dopo l’interruzione della farmacoterapia è tra il 63 e l’83 per cento.

La psicoterapia psicodinamica considera l’ansia come la “punta di un iceberg”, come l’elemento visibile di dinamiche e assetti di funzionamento psichico inconscio. Il clinico deve comprendere di quale genere di ansia si tratta, valutare la collocazione del sintomo ansioso nel quadro di organizzazione della personalità, individuare quale tipo di percorso risulta appropriato in relazione alla valutazione clinica e agli orientamenti del paziente. Alcuni pazienti possono rispondere a interventi educativi e chiarificatori. Altri con sintomi focali e dotati di un Io forte, possono presentare una riduzione dell’ansia in seguito a una terapia dinamica breve. I pazienti nevrotici con meno disturbi focali, e interessati a intraprendere un percorso di cambiamento della personalità possono avere bisogno di un trattamento analitico. Infine soggetti con gravi patologie del carattere e che soffrono di ansia avranno bisogno di una psicoterapia a lungo termine prima di avere un sollievo sintomatico.

Per affrontare problemi d’ansia, contatta il CPP – Centro di Psicologia e Psicoterapia di Torino