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Disturbi psicosomatici

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DISTURBI PSICOSOMATICI

Per disturbi psicosomatici si intendono in linea generale quei disturbi che si esprimono attraverso il corpo e che tuttavia non sono riconducibili ad una base organica dimostrabile. Sono queste le situazioni in cui un malessere psicologico, dovuto a quelli che potremmo definire con un linguaggio non tecnico “tormenti interiori”, non riesce ad essere sentito, esperito e vissuto “per ciò che è”. Quando questo si verifica le esperienze emotive dolorose o i conflitti interni cercano un altro luogo e un altro vettore di espressione, ovvero appunto il corpo.

Il DSM IV TR (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali) li include nei Disturbi Somatoformi, e distingue fra:

Disturbo di somatizzazione
Disturbo somatoforme indifferenziato
Disturbo di conversione
Disturbo algico
Ipocondria
Disturbo di dismorfismo corporeo
Disturbi somatoformi non altrimenti specificati

Tuttavia, al di là di questa elencazione di etichette diagnostiche che dice poco o nulla ai non addetti ai lavori, ciò che risulta significativo, a conti fatti, è che sostanzialmente i disturbi somatoformi condizionano la vita della persona, compromettendone il suo funzionamento lavorativo, familiare e sociale. Possono colpire l’apparato respiratorio (asma), l’apparato gastrointestinale (gastrite, ulcera), come anche la pelle (psoriasi), e possono essere alla base di diversi problemi di tipo muscolo-scheletrico come torcicollo, cervicale, cefalea. Per queste ragioni le persone che ne soffrono vengono spesso sottoposte dai medici a numerosi accertamenti medici, come esami di laboratorio e indagini strumentali, senza che i sintomi possano mai essere attribuiti a una qualche causa di competenza medica. Talvolta le persone vengono persino sottoposte ad operazioni chirurgiche, senza che però da queste derivino benefici.
Non di rado fra la gente comune l’idea è che si tratti di malattie, per così dire, “immaginarie”. Il fatto che un problema di tipo psicologico sia alla base di un malessere o di un disturbo somatico induce, o può indurre, le persone vicine al paziente (in qualche caso anche il personale sanitario) a minimizzare, e non è infrequente che chi ne soffre venga rassicurato con frasi quali ad esempio: “Ma sì, non è niente, stai tranquillo…”.
Quella dei disturbi psicosomatici è un’area molto complessa, sia per il fatto che possono esprimersi e manifestarsi in vario modo, sia perché possono accompagnarsi o intersecarsi con altre entità nosografiche ben precise o anche essere “solo” sintomi di queste ultime. Al fine di tracciarne un quadro sommario possiamo aggiungere che sono numerosi gli studi in letteratura che hanno descritto per esempio la relazione fra ipocondria e paranoia, le interconnessioni fra area dei disturbi psicosomatici e disturbi alimentari psicogeni, i punti di contatto fra la cosiddetta “alessitimia” (ovvero la mancanza di parole per esprimere le emozioni e tradurre in parole i sentimenti) e psicosomatosi, o ancora ai nessi fra queste ultime e la grande area delle dipendenze.
Se già l’area degli psicosomatici non è omogenea e non di facile classificazione, anche maggiore è la confusione a cui può andare incontro “l’uomo della strada”, per il fatto che ogni forma di disturbo psicosomatico si colloca, come è intuibile, a cavallo fra psiche e soma, fra mente e corpo. A complicare il quadro, peraltro, si aggiunge una importante considerazione: ogni disturbo può a buon diritto essere considerato psico-somatico, dal momento che ogni individuo è una unità psico-somatica inscindibile. Una considerazione banale, ma di facile riscontro oggettivo per ciascuno, è che il provare dolore fisico, specie quando dal dolore non si riesce a trovare sollievo, provoca un peggioramento del nostro umore. Sono ormai numerosissimi gli studi scientifici che dimostrano la stretta interdipendenza fra psiche, stress e sistema immunitario. Negli ultimi 25 anni circa, infatti, si è fatta strada, come effetto della necessaria integrazione fra scienze diverse, la psiconeuroendocrinoimmunologia, una disciplina ponte fra psicologia, psichiatria, endocrinologia, neurologia, infettivologia, immunologia, che considera l’essere umano nella sua globalità. A indagare per prima il fenomeno psicosomatico fu la psicoanalisi con S. Freud, a cui dobbiamo un fondamentale studio sulla “isteria” e sulla “conversione”, in cui un conflitto psichico viene trasposto sul corpo nel tentativo di risolverlo in termini somatici. La scuola psicosomatica di Parigi di Pierre Marty, in tempi recenti, introducendo il concetto di “pensiero operatorio” ha posto invece l’accento su una carenza di simbolizzazione. La stessa alessitimia sarebbe in stretta connessione con questo tipo di fenomeno. Tutto ciò che non viene mentalizzato cerca e trova nel caso dei disturbi psicosomatici un altro canale di espressione.

Trattamento

I disturbi psicosomatici possono percorrere trasversalmente diversi quadri clinici e possono essere di gravità psicopatologica molto variabile a seconda dei casi, pertanto il compito del clinico è quello di arrivare ad una corretta lettura dei sintomi collocandoli nel quadro più ampio della struttura di personalità dell’individuo.
Dal momento che il canale scelto è quello fisico, è comune che le persone siano particolarmente reticenti a familiarizzare con l’idea che le cause dei loro disturbi non siano fisiche, ma di altra natura, e di conseguenza è frequente, convinte come sono (in perfetta buona fede) che i loro problemi siano fisici, che siano poco inclini a una esplorazione psicologica del loro malessere. Al contrario è frequente che insistano con i medici per essere aiutate a scovare la causa “vera” delle loro sofferenze.
L’aspetto importante, in vista di un qualunque intervento psicologico o psicoterapeutico, è che i diretti interessati abbiano quantomeno una qualche disponibilità a modificare l’ottica con cui guardano a quanto sta loro capitando. Altrettanto essenziale è la costruzione, da parte del professionista, di una buona “alleanza terapeutica”. In linea generale il lavoro psicologico consisterà nel riuscire ad introdurre pensiero e promuovere capacità di autoriflessione, mentalizzazione e consapevolezza, laddove esiste nella persona una automatica e inconsapevole “soluzione” consistente nello “scaricare” sul corpo ciò che è disturbante.

Per affrontare i sintomi psicosomatici, contatta il CPP – Centro di Psicologia e Psicoterapia di Torino