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Disturbi sessuali e dell’identità di genere

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L’identità di genere è la consapevolezza che ogni individuo ha di sé come persona di sesso maschile o femminile, come uomo o donna sessuati. L’ambivalenza nell’identità di genere porta a non riconoscersi né nel genere femminile, né nel genere maschile. Viene spesso utilizzato il termine transgender per rappresentare quest’ultima condizione, termine ormai di uso comune e non necessariamente indicante una condizione patologica.

Il ruolo di genere è l’insieme dei comportamenti e di atteggiamenti che ogni individuo ritiene appropriati per il maschio e per la femmina in un determinato momento storico e in una determinata cultura.

L’orientamento sessuale è la modalità di risposta ai diversi stimoli sessuali, l’attrazione sessuale ed affettiva verso un sesso o verso l’altro.

Il DIG o disturbo dell’identità di genere è caratterizzato da una forte discrepanza tra sesso biologico e identità con la presenza di intensi sentimenti di malessere.

Caratteristiche:

  • sofferenza per la propria condizione di appartenenza biologica ad uno dei due sessi
  • non riconoscersi nel proprio sesso biologico e nel proprio corpo e forte identificazione con il sesso opposto; senso di estraneità verso le caratteristiche primarie e secondarie del proprio sesso biologico
  • desiderio di essere considerato come appartenente al genere opposto a quello identificato dal proprio sesso biologico
  • forte e persistente identificazione col sesso opposto
  • sintomi spesso accompagnati da depressione

Il DIG non va confuso con l’omosessualità che è una variante normale della sessualità umana e riguarda l’orientamento sessuale non di genere.

Il travestitismo non è uguale al DIG. In esso è presente il piacere dell’apparire come se si appartenesse all’altro sesso. Egosintonico, il travestitismo non appare al travestito come disturbo, se non nei casi in cui questo comportamento assume tratti ossessivi e si connette ad altri disturbi della sfera sessuale.

Una psicoterapia è utile in ognuno dei suddetti casi per conoscere meglio se stessi e avere consapevolezza della propria diversità come individui.

Nel caso del DIG, la psicoterapia diventa percorso di sostegno ad un eventuale trattamento endocrinologico e di accompagnamento ad un eventuale iter di riattribuzione chirurgica di genere (*) e nel caso in cui insorgessero sintomi quali ansia e depressione.

(*) Dal 1982 in Italia è previsto un iter specifico di “riattribuzione chirurgica di sesso” (legge 164) che prevede la possibilità di una trasformazione radicale del proprio sesso biologico.

I disturbi della sfera sessuale e della sessualità: la psicoterapia si occupa di tutte le disfunzioni psicosessuali caratterizzate da dinamiche psicologiche e di relazione.

Problematiche di tipo relazionale e nella comunicazione con il partner si legano sovente al senso di colpa, portando ad una inevitabile difficoltà nella sfera sessuale. Un percorso di consulenza psicoterapeutica individuale o di coppia può aiutare a prendere coscienza dei propri conflitti ristabilendo un contatto con il piacere all’interno della relazione affettiva.

Le problematiche relazionali, però, non sono le uniche cause dei disturbi della sfera sessuale. I disturbi sessuali più noti riguardano sia il desiderio che l’eccitazione, e, al di là delle cause mediche specifiche, possono comunque essere trattati psicoterapeuticamente, al fine di elaborare concause e finalità dei sintomi ed eventualmente una strategia di cura mirata.

  • disturbo del desiderio (disturbo ipoattivo, disturbo da avversione)
  • disturbo iperattivo e dipendenza sessuale (satirismo e ninfomania)
  • disturbo dell’eccitazione, dell’erezione o impotenza
  • disturbo da dolore, vaginismo o dispareunia
  • disturbo nel raggiungimento dell’orgasmo

Le Parafilie sono note come perversioni o deviazioni sessuali e implicano attività con oggetti o situazioni inusuali.
Tra le Parafilie più note troviamo (ne cito solo alcune):

  • feticismo
  • voyeurismo
  • esibizionismo
  • pedofilia
  • gerontofilia
  • masochismo
  • sadismo
  • coprofilia

Il soggetto parafilico solitamente è egosintonico, ovvero non richiede un aiuto psicologico in quanto “sta bene” con il sintomo. Nel caso di alcune specifiche perversioni quali ad esempio la pedofilia, essendo il comportamento che ne scaturisce illegale, l’intervento psicologico è solitamente richiesto dalle istituzioni. Negli altri casi, agli studi privati possono affluire i pazienti che, al subentrare di stati d’ansia o di depressione, possono sentire la necessità di affrontare il disturbo sessuale parafilico in modo cosciente.

Se vuoi affrontare disturbi sessuali o legati all’identità di genere, contatta il CPP – Centro di Psicologia e Psicoterapia di Torino