Relazione sul laboratorio creativo in un asilo nido
giovedì 17 dicembre 2009
Relazione sul laboratorio
creativo, attività svolta dal mese di febbraio
al mese di luglio 2009, con cadenza settimanale all’interno di un asilo nido,
dalla Dott.ssa Valeria Bianchi Mian, psicologa, psicoterapeuta individuale e di
gruppo, psicodrammatista.
Ritengo di fondamentale importanza accennare all’evoluzione che
i piccoli ospiti del nido hanno avuto nel corso del tempo, ai progressi che ho
notato, anche se in questa relazione mi riferirò principalmente alla dinamica
del gruppo nel suo complesso, non essendo questa la sede per argomentare nello
specifico di eventuali casi singoli.
Pensando al progetto del laboratorio, inizialmente ero
partita strutturando una serie di incontri organizzati come sotto:
Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è una diagnosi che viene spesso utilizzata quando si manifestano delle conseguenze in seguito ad un trauma psichico. Il PTSD è solo uno dei possibili esiti di un trauma psichico, ed infatti solo al 40% delle persone che subiscono un trauma viene fatta questa diagnosi. Si manifesta in modo molto sfaccettato, con livelli di interferenza diversi sulla capacità adattive.
Tuttavia si può ricondurre ad alcune caratteristiche distintive, elencate dal manuale diagnostico ICD-10 (Decima Revisione della Classificazione Internazionale delle Sindromi e dei Disturbi Psichici e Comportamentali):
Nel mese di giugno 2008 si è svolto un
laboratorio di creatività ed espressività dal titolo: Acqua Fuoco Aria Terra: i
4 elementi della natura per scoprire noi stessi.
L’iniziativa è stata promossa dal Centro di Psicologia e Psicoterapia di
c.so Mediterraneo 70 Torino, in collaborazione con l’associazione
La Lente
, promotrice culturale,
ed è stata ospitata dall’associazione Paradigma, impegnata socialmente e
terapeuticamente sul fronte della lotta al maltrattamento dei minori.
La relazione terapeutica all'interno del setting di arteterapia
mercoledì 18 novembre 2009
Giuliana BITELLI
Definizione
di Relazione Terapeutica: (i pezzi in corsivo si riferiscono
a esperienze personali di relazione terapeutica, e servono da esempio e da
rafforzamento dell’argomento trattato)
La relazione terapeutica si basa sulla comunicazione tra
due soggetti distinti, ma parte dalla comunicazione con sé, intendendo per comunicazione, come dice Colli in
Quaderni ATI 2, l’essere in comunanza, sapere di condividere uno stesso sistema
e le sue regole interne, ossia un linguaggio analitico e di conoscenza del
profondo.
I due soggetti sono in posizioni dis-pari, in quanto il
terapeuta ha acceso da tempo una comunicazione interiore con le sue parti che
sono diventate col tempo parti individuate, mentre il paziente inizia a
conoscersi con l’inizio della psicoterapia, non ha ancora costellato il suo
mondo interno e non riesce ancora a dare significato alle sue espressioni, sia
verbali sia artistiche. Il paziente può esprimere
suoi contenuti interni senza comprenderne i messaggi, in quanto non può ancora
essere interlocutore del suo mondo interno. Solo quando anche il paziente
inizia a comunicare con sé è possibile accendere la comunicazione fra i due
soggetti della relazione terapeutica.
La comunicazione risulta essere un obiettivo terapeutico, allora, e non
un presupposto, in quanto solo dopo un percorso si può “esistere” entrambi,
terapeuta e paziente, in un setting che permette di riconoscersi in un atto di
comunicazione.
Fino
a poco tempo fa esistevano soltanto le separazioni e i divorzi, poi sono
arrivate le “famiglie ricomposte”, ora, da qualche tempo, il nome più diffuso è
“famiglie ricostituite”.
Di
quale fenomeno stiamo parlando?
Stiamo
parlando di un nuovo scenario ambientale dei nostri ragazzi adolescenti e dei
nostri figli più piccoli; stiamo qui avvicinando il fenomeno sociale della
separazione dei genitori, sempre più frequente e sempre più diffuso, a cui segue
una trasformazione della condizione di separato/a.