"..Vorrei essere senza pelle....". Riflessioni sull'Io-pelle
sabato 24 ottobre 2009
Dott.ssa Erika Debelli
L’IO-PELLE
La pelle ha un ruolo fondamentale nella costituzione dell’Io psichico (Anzieu, 1985). Sebbene essa non abbia secondo Anzieu la priorità cronologica, ha tuttavia un primato strutturale sugli altri sensi in quanto ricopre tutto il corpo, contiene essa stessa più sensi distinti che condividono non solo una vicinanza fisica ma anche psichica, ed è sede del tatto, che è l’unico senso dotato di una struttura riflessiva; ed è proprio sul modello di questa riflessività che si costituiscono non solo le altre riflessività sensoriali ma anche la riflessività del pensiero. L’instaurarsi dell’Io-pelle risponde, secondo l’autore, al "bisogno di un involucro narcisistico e assicura all’apparato psichico la certezza e la costanza di un benessere di base". La pelle riveste grande importanza in quanto fornisce all’apparato psichico le rappresentazioni che costituiscono l’Io e le sue funzioni; ciò in quanto, spiega l’autore, ogni funzione psichica si sviluppa per appoggio su una funzione corporea, di cui traspone il funzionamento sul piano mentale.
Orientarsi nel mare delle tecniche e teoria "psi" (psicologia, psicoterapia, psicoanalisi, ecc.), ognuna con le sue scuole e orientamenti teorici, risulta a volte complesso per chi non sia dotato di una "bussola" che fornisca almeno i punti cardinali che permettono una agile navigazione.
Un primo orientamento ci può arrivare dalla legge vigente in materia. L'art. 1 della legge n. 56 del 18/02/1989 sull'ordinamento della professione di psicologo recita: "La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito".E' opportuno ricordare che può esercitare la professione di psicologo solo chi, in seguito a Laurea quinquennale in Psicologia, ha conseguito l'abilitazione mediante Esame di Stato ed è iscritto all'Albo dell'Ordine degli Psicologi.
Il setting muto e la voce istituzionale. Costruzione di una cornice terapeutica.
mercoledì 15 luglio 2009
Dott.ssa Erika Debelli
Un intervento terapeutico si inserisce necessariamente all’interno di un setting che rimanda sia alle teorie di riferimento del terapeuta, sia a quelle prese come riferimento dall’Istituzione in cui il terapeuta opera. Solo la costituzione di un setting stabile nella situazione terapeutica permette che abbia luogo e si sviluppi il processo terapeutico e che questo possa essere analizzato.
Il setting, solitamente silente e presente solo sullo sfondo della situazione terapeutica quale riferimento interno o come cornice formale che regola la presa in carico, assume in alcune particolari situazioni una rilevanza che non può essere trascurata, in quanto esso si presenta attraversato da dinamiche di vario tipo e da un imponente flusso di identificazioni proiettive che percorrono il setting stesso tra individuo, gruppo di riferimento ed Istituzione.
La dialettica tra cinema e psicoanalisi costituisce un'area di riflessione e studio molto produttiva all'interno delle società scientifiche italiane e internazionali.
Le due discipline hanno influenzato la costruzione delle rappresentazioni mentali dei singoli e della collettività, attingendo suggestioni l'una dall'altra, oppure approdando ad un dialogo reciprocamente prolifico. Sin dagli esordi le due gemelle hanno percorso strade parallele ....
Abstract della relazione tenuta dalla Dott.ssa Raffaella Taricco, Mediatrice Familiare e Assistente Sociale presso il Comune di Torino, al seminario "Siamo in ...2?" tenutosi presso il Centro di Psicologia e di Psicoterapia
Riferendomi al tema di questo incontro, nel mio intervento vi propongo una riflessione che nasce dalla mia esperienza lavorativa, come assistente sociale, a contatto quotidiano, oramai da tantissimi anni, con famiglie, bambini, adolescenti e dalla più recente esperienza come mediatrice familiare
Il servizio sociale è un luogo di trincea, il più accessibile e vicino ai cittadini, dove possono essere erogati anche servizi concreti. E’ un luogo nel quale....