Il disegno

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Il disegno nella psicologia e psicoterapia infantile.

I bambini, che spesso devono ancora sviluppare piene competenze linguistiche e verbali, utilizzano il gioco ed il disegno come mezzi di espressione privilegiati. Grazie ad essi i bambini comunicano i propri vissuti, ed il proprio mondo interno; essi rappresentano per i bambini ciò che per gli adulti in terapia sono invece il colloquio, le narrazioni e le libere associazioni.
Il materiale di gioco ed il materiale di disegno vengono lasciati a disposizione dei bambini durante le sedute con lo psicologo, in modo che ogni bambino li possa utilizzare quando lo desidera.

Il disegno è uno degli strumenti espressivi preferiti dai bambini: essi lo utilizzano spontaneamente con grande piacere sia nella vita quotidiana, sia all’interno di un percorso psicologico, di diagnosi, consulenza o psicoterapia. Naturalmente i disegni variano con l’età e con le capacità motorie o intellettive del bambino, con lo sviluppo della sua capacità simbolica e della possibilità di raffigurazione.
Attraverso il disegno il bambino può rappresentare il proprio mondo interno, i propri vissuti, le proprie fantasie, le paure, i sogni o i desideri. Il disegno fissa delle tracce visibili di quelle emozioni che sembrano inesprimibili con altri mezzi. Esso diventa quindi un importante strumento di comunicazione, nonché di diagnosi e di intervento.
Le caratteristiche strutturali, quali la disposizione del disegno nello spazio del foglio, l’utilizzo dei colori, il grafismo ed il tipo di tratto impiegato, consentono di fare delle prime ipotesi interpretative sul disegno. È fondamentale ricordare che non può esistere un’interpretazione univoca e predefinita delle modalità con cui il bambino si esprime nel disegno: ogni analisi e interpretazione deve necessariamente essere effettuata prendendo in considerazione quello specifico bambino, in quello specifico momento evolutivo, inserito in quel particolare contesto familiare e all’interno di quel determinato percorso psicologico e relazione terapeutica. Se ad esempio ci troviamo ad osservare un bambino che disegna con un tratto particolarmente marcato, potremo fare inizialmente solo delle ipotesi interpretative che andranno nella direzione di una possibile presenza di tratti ansiosi o aggressivi, o al contrario nella direzione di una positiva sicurezza e desiderio di affermarsi: ogni ipotesi interpretativa dovrà quindi essere confermata o meno attraverso l’analisi di tutti gli elementi che compongono il quadro psicologico e relazionale del bambino. Ciò consente di accogliere ed ascoltare quanto effettivamente egli ci porta, con tutta la sua complessità, e di non arroccarsi dietro rigidi schemi interpretativi che ostacolano la possibilità di entrare veramente in contatto con il mondo interno del bambino.
L’analisi degli elementi simbolici del disegno consente di indagare la raffigurazione simbolica sul foglio di alcuni aspetti che riguardano lo spazio psichico del bambino, quanto accade dentro di lui, le sue dinamiche inconsce, i suoi conflitti, le sue relazioni. Il disegno rappresenta il luogo in cui si esprimono e si affinano i processi di simbolizzazione; esso dà accesso ad uno spazio psichico estremamente ricco e vitale, uno spazio che cerca rappresentazione attraverso il disegno e poi, progressivamente, attraverso la parola. Anche nell’analisi degli elementi simbolici è necessario evitare generalizzazioni, in quanto se questi non vengono ricollocati nella particolarità di quel disegno e del rapporto che questo suppone, rischiano di farci rimanere sulla superficie e di ostacolare una reale comprensione che riguardi anche le dinamiche psichiche più profonde del bambino.

Gioco e disegno sono due realtà con cui ogni genitore, ogni maestra, ogni educatore, ogni persona in contatto con i bambini, si confronta quotidianamente. La spontaneità e la naturalezza con cui ogni bambino si esprime attraverso di essi potrebbe far ritenere che sia altrettanto naturale e spontanea la comprensione degli elementi di rappresentazione degli affetti e delle dinamiche psichiche del bambino che in essi compaiono. Ci sono sicuramente delle espressioni immediate di rabbia, di amore, di tranquillità o di ansia che anche i non esperti possono cogliere. Ad esempio una maestra che vede un disegno tutto nero fatto da un bambino che ha sempre utilizzato i colori sarà probabilmente in grado, se sufficientemente empatica, di ipotizzare che egli stia vivendo un momento di rabbia o di angoscia, e forse cercherà di seguirlo un po’ più da vicino in quella difficile giornata, ma sicuramente non disporrà delle competenze per ipotizzare quali siano i movimenti inconsci che hanno scatenato l’angoscia o per intervenire in senso di cura e trasformazione della stessa.
Quindi, quando può essere utile un’indagine più approfondita o si renda necessario un intervento psicologico, diventa importante potersi rivolgere a degli psicologi che siano formati sull’età evolutiva, competenti nel trattamento dei bambini ed in grado di cogliere la complessità di quel bambino, in quel momento evolutivo e relazionale, con quelle caratteristiche psicologiche; ciò dà la possibilità di andare a cogliere anche gli aspetti più profondi e simbolici raffigurati nel gioco e nel disegno, oltre agli elementi più di superficie, visibili ai più.

Per maggiori informazioni sul disegno infantile in psicoterapia dell’età evolutiva contatta il CPP – Centro di Psicologia e Psicoterapia. Clicca qui